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Βρισηΐς (Briseís)
BRISEIDE
Patronimico di una fanciulla di Pedaso chiamata Ippodamia 3., figlia di Briseo (o Brise, re e forse sacerdote di Pedaso).
Sposata a Lirnesso, città sul fiume Evenos (oggi Fréneli-thscai) governata dal re Minete (Μύνης, Il. 2, 692, 19, 296 ss., cfr. Strabo 13, 1, 7) viene catturata e resa schiava da Achille, che conquista la città e le trucida il marito e tre fratelli (Hom. Il. 19, 295-296), come lei stessa ricorda nel compiangere il morto Patroclo; conosciamo i nomi di Minete (forse il marito) ed Epistrofo, figli di Eveno, uccisi da Achille nella presa di Lirnesso, cfr. Hom. Il. 2, 690-693, e Scholia ad loc.
Viene citata 14 volte nell'Iliade (1, 184, 323, 336, 346, 392, 689; 9, 106, 132, 274; 19, 176, 246, 261, 282; 24, 676), dove ha un ruolo abbastanza importante come concubina di Achille e causa della sua ira.
Patronimico dall'etnico Briseo, vid. s. v.
Carnoy (DEMGR s. v. Brisēis) suggerisce una improbabile forma ipocoristica di un *Βρισίμαχος, da βρίθω, "carico, schiaccio", e intende "colei che schiaccia i nemici in battaglia".
Ingrid Leschiutta

Category Female names
Homerica
Theme Abduction

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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