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Ἀνάγκη (Anànke)
ANANKE
Personificazione della "Necessità" o "Costrizione fatale", Parmen. Fr. 8, 30 D.-K. (lat. Necessitas), ha un santuario, non si sa quanto antico, insieme con Bia (la Forza) a Corinto (Pausan. 2, 4, 6). Non sembra sia personificata [come dàimon] in Alcman. Fr. 108 Calame (= 102 PLG), né in Aesch. Prom. 103. Viene esplicitamente chiamata dea, θεά, in un celebre coro di Eurip., Alc. 965-986.
In Callim. Hymn. Del. 122 si legge: Ἀναγκαίη μεγάλη θεός; ma in genere, sembra che abbiamo a che fare piú con un'allegoria filosofica che con una divinità vera e propria, cioè un dàimon antropomorfo. Si conosce tuttavia una sua immagine del V sec. a.e.v., conservata a S. Pietroburgo, in aspetto di donna alata con in pugno una fiaccola e la didascalia ΑΝΑΓΚΗ (lekythos a fig. rosse, V sec. a.e.v., Pushkin State Museum of Fine Arts).
In tradizioni orfiche riportate da fonti tarde (Damascio, Fr. Orph. 76 F e 77 F Bernabé vol. II), Ananke (Adrasteia) si congiunge con un problematico serpente tricefalo e alato (con una testa di leone e una di toro, e in mezzo un volto divino), chiamato Kronos - Heracle Aghèraos, e genera tra l'altro un uovo primigenio.
Etimo assai incerto, il senso oscilla fin dall'Iliade. tra "necessità" e "parentela". Viene accostato ad ἄγκη "braccio" (Schwytzer ap. Chantraine, DELG s. v. ἀνάγκη, cfr. ἀγκάλαις λαβεῖν, "stringere con le braccia"), ma anche (Beekes Etym. Dict. s. v.) alla nozione di "morte", cfr. Hitt. ḫenkan-, "morte", cfr. anche R. Kannicht in Snell, Lex.Fr.Epos s. v. col. 768.
Natalia Palomar - E. Pellizer

Category Names of gods
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Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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