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Ἀνδροφάγοι (Androphàgoi)
ANDROFAGI
Popolo nomade, che viveva a nord del fiume Boristene (Dnepr), non lontano dai Melancleni, e non aveva nulla in comune con gli Sciti; Herodot. 4, 18. Lo stesso Erodoto in 4, 106 li definisce "i piú selvaggi tra gli uomini", con costumi particolarmente feroci e una lingua propria; sarebbero il solo popolo a praticare quest'usanza.
In altre fonti sono annoverati tra gli Sciti, e si narra che bevano in coppe fatte di crani umani, si facciano tovaglioli con gli scalpi, e sottosella con la pelle dei nemici che scuoiano con le unghie, cfr. Paradox. Vat. 47.
In Philostr. Vita Apollon. 6, 25, sarebbe invece un popolo etiope, come i Nasamoni, i Pigmei e gli Sciapodi.
Il nome significa semplicemente "mangiatori di uomini", da ἀνὴρ e dal tema φαγ-, "mangiare" (cfr. Acridofagi, Ftirofagi, Struzofagi, etc., come il piú comune ἀνθρωποφάγοι, composto verbale retrogrado attivo.
Ezio Pellizer


Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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