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Κοπρεύς (Koprèus)
COPREO
Nome del figlio di Pelope, araldo di Euristeo a Micene, descritto come uomo meschino ed insolente (Apollod. Bibl. 2, 5, 1).
Questo nome è conosciuto già nell'età micenea, nella forma Ko-pe-re-u (PY Es 646.1). Chantraine ("Minos" 12, 1971, pp. 199-201) fa notare però che la radice indoeuropea è *kekw -/*kokw -, terminante con una labiovelare: in miceneo ci si aspetterebbe allora *ko-qe-re-u. Quindi o il miceneo non ha niente a che fare con Κοπρεύς o vi è stato un passaggio da labiovelare a labiale per evitare la successione dei due fonemi -k- gutturale e -kw- labiovelare.
Deriva da κόπρος, "escremento, letame, stallatico"; secondo Bosshardt (Die Nomina auf -εύς, par. 383) e von Kamptz (Homerische Personennamen, pp. 26-27) tale personaggio avrebbe questo nome perché trasmetteva da parte di Euristeo ad Eracle gli ordini riguardo alle fatiche da compiere, tra cui anche il trasporto del letame fuori dalle stalle di Augia. Room (Room's Classical Dictionary, pp. 100-01) ipotizza dunque che si tratti di un nome con funzione positiva, che in un altro contesto avrebbe potuto denotare una pacifica occupazione agricola, come "il concimatore". Perpillou (Les substantifs grecs en -εύς, par. 230) ritiene invece che questo "nomignolo" dimostri come la formazione di nomi propri sia spesso artificiale e tutta letteraria, riferita a comportamenti o caratteristiche del denominato.

Zufferli

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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