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Ἡρώ (Herò)
ERO
Nome di una sacerdotessa di Afrodite a Sesto (sulla costa europea dell'Ellesponto), è la protagonista di una tragica storia d'amore narrata in un celebre poema di Museo.
Il mito è già trattato anche da Ovidio nelle Heroides (18; 19). Ogni sera Leandro di Abido attraversava l'Ellesponto a nuoto per trascorrere la notte con la sua amata Ero, guidato dalla luce di una lanterna; una notte ventosa la fiamma si spense e Leandro annegò tra i flutti. Il giorno seguente Ero, alla vista del corpo senza vita del giovane, in preda alla disperazione si gettò dalla torre nella quale abitava. Un passo di Strabone (13, 1, 22) ricorda ancora l'esistenza, a Sesto, del pyrgos di Ero, e parla di una città egiziana chiamata Ἡρώ.
Formazione sul modello dei molti femminili (spesso diminutivi o vezzeggiativi) in - descritti da Herodian. De prosodia cathol. 3, 1, p. 347 (e. g. Ὑψώ per Ὑψιπύλη o Εἰδώ per Εἰδοθέα) cfr. Suda, ἡρωίνη: ὄνομα κύριον.
Se Ἡρώ fosse, dunque, il diminutivo di ἡρωίνη, la sua etimologia deriverebbe indiscutibilmente dal sostantivo ἥρως, i cui paronimi lessicali sono: δυνατός, ἰσχυρός, γενναῖος, σεμνός, ἡμίθεος (cfr. Hesych. e Suda, s. v.). Chantraine (DELG) collega il termine ἡρώ al nome di Ἥρα e alle radici indoeuropee *ser, variante di *swer e *wer, da cui il latino seruare.
Ancora Erodiano (ibid.), trattando i nomi femminili terminanti in -, riporta una notizia di Strabone, secondo cui sarebbe esistita una città egiziana chiamata Ἡρώ.

Luisa Benincampi


Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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