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Ἴαμος (Ìamos)
IAMO
Eroe di Olimpia, figlio di Apollo ed Evadne, abbandonato alla nascita e ritrovato fra viole fiorite; imparò il linguaggio degli uccelli e a interpretare le viscere delle vittime (Pind. Ol. 6, 35 ss.; Pausan. 6, 2, 5).
Viene interpretato come "ricco di violette" (Stoll, in Roscher, Myth. Lex. II col. 13), con derivazione da ἴον, "violetta", ma secondo Carnoy (DEMG) si tratta probabilmente di un'etimologia popolare. Egli propone invece un'interpretazione piú difficile da accettare: data l'abilità di questo personaggio ad interpretare il volo degli uccelli, pone un confronto con οἰωνός, "uccello, presagio" o con l'indoeuropeo * (a)ui, "uccello", da cui deriverebbe i-amo-.
Potrebbe derivare da ἰός, "veleno", dato che alla nascita ebbe a che fare con due serpenti (Ruck, "Classical Journal" 71, 1975-76, pp. 235-52), che lo nutrirono con "veleno di api", ἰῷ μελισσᾶν, Pind. Ol. 6, 47; ma la terminazione in -amos, cfr. Pri-amos, farebbe pensare a un nome di sostrato pregreco.
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Category Names of heroes

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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