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Ἰφιμέδεια (Iphimèdeia)
IFIMEDEA
Figlia di Triope; sposò lo zio Aloeo e ne ebbe tre figli; innamorata di Posidone, ebbe anche da costui due figli, i giganti Oto ed Efialte (Hom. Od. 11, 305 ss.; Hygin. Fab. 28).
È attestato il teonimo miceneo al dat. i-pe-me-de-ja (PY Tn 316.6).
Si tratta di un composto dello strumentale ἶφι (cfr. supra Ifianassa) e del verbo μέδω, "comandare, regnare", quindi dovrebbe significare "colei che comanda con forza" o, considerandolo un patrocelebrativo, "figlia di colui che comanda con forza".
Non va confuso con in composti in μηδ-, come lo intende Carnoy (DEMGR), "colei che riflette con forza", altrimenti avrebbe dovuto avere la forma *Ἰφιμήδεια.
Da respingere anche l'interpretazione di Room (Room's Classical Dictionary, p. 172), "colei che partorisce con forza", da μήδεα, "genitali".
Carla Zufferli

Homerica

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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