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Ἄλκηστις (Àlkestis)
ALCESTI
Figlia del re di Iolco Pelia e di Anassibia, moglie di Admeto e madre di Eumelo (Hom. Il. 2, 714-715; Apollod. Bibl. 1, 9, 10). Accetta di morire al posto del marito e secondo la versione più celebre del mito (Eurip. Alc. passim.), Eracle la sottrae alla morte lottando con Thanatos in persona (o contro Ade in Apollod. Bibl. 1, 9, 15), e la riporta al marito.
Secondo Igino (Fab. 24) in gioventú fu anch'essa vittima, con le sorelle Pelopia, Medusa, Pisidice e Ippotoe, dei raggiri di Medea: convinte dalla maga di poter ringiovanire il vecchio padre, le figlie misero Pelia in un calderone, provocandone la morte.
Frisk (Gr. Et. Wört.) 69, ripreso da Steiner (in Snell, Lex. fr. Ep. col. 499) fa derivare questo nome da ἀλκή, "forza, vigore, coraggio", con suffisso -τι- *Ἀλκη- τις, maschile *Ἀλκητ- . Sulla medesima linea interpretativa è anche Carnoy (DEMG s. v.), per il quale Alcesti significherebbe "la coraggiosa".
In effetti, come ricorda Chantraine (DELG s. v. ἀλέξω), ἀλκηστής significa "forte, robusto, valoroso" ed appartiene alla famiglia di ἀλέξω, "allontano", "difendo con valore": a questo verbo e alla sua forma nominale ἀλκή vanno ricondotti nomi propri quali Alceo, Alcmeone, Alcmena, Alcimo.
Per Weber ("Rhein. Mus." 85, 1936, pp. 161-164), invece, si tratterebbe di un etnico con suffisso -στ- (ved. Kretschmer, "Glotta" 27 1939, p. 32).

Francesca Marzari

Category Female names
Homerica
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Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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