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Ἀμφίσβαινα (Amphísbaina)
ANFISBENA, ANFESIBENA
Serpente assai velenoso, dotato di una testa in ciascuna delle due estremità (ἀμφικάρηνος, Nicandr. Ther. v. 373), che può incedere nei due sensi, all'occorrenza, e non ha veramente una coda: cosí Eliano (Nat. an. 9, 23) descrive l'Anfisbena, contrapponendola ad altri animali "favolosi" come l'Idra o la Chimera di Licia, e dunque suggerendo di credere alla sua reale esistenza (se l'intero paragrafo non si deve intendere in senso ironico). Il dotto romano spiega inoltre, sempre seguendo Nicandro di Colofone (II sec. a. C., autore dei Theriakà), che la pelle dell'Anfisbena, avvolta attorno ad un bastone, ha la proprietà di scacciare gli animali (compresi i serpenti) che uccidono senza mordere (Nat. an. 8, 8). Gli scoli a Nicandro (Ther. 372a.1) dicono trattarsi di animale piccolo e lento, di colore terreo, punteggiato da macchioline, e debole di vista; la pelle di questo serpente, disseccata e avvolta intorno ad un bastone, viene usata dai boscaioli contro i lividi e il torpore causato dal gelo.
Ha un'accezione negativa in Eschilo (Agam. 1233, prima occorrenza nota; era nominata anche nelle Cicogne di Aristofane, Photh. Lex. s. v.), che equipara l'Anfisbena a Clitemnestra, futura assassina di Agamennone, associandola a Scilla, altro mostro femminile omicida.
Sarebbe nata, secondo una tradizione diffusa, dal sangue della Gorgone Medusa decapitata da Perseo (Lucan. Pharsal. 9, 696 ss.; 719).
Plinio (Nat. hist. 8, 85, 35) commenta ironicamente la presenza del geminum caput in questo modo: "come se non bastasse l'uscita del veleno da una bocca sola" (tamquam parum esset uno ore fundi venenum).
In Nonno di Panopoli (Dion. 5, 146 sgg.) leggiamo una dettagliata descrizione della collana di Afrodite, foggiata da Efesto in guisa di Anfisbena, "a due bocche".
L'Anfisbena (anphivena, cfr. Isidor. Siv. 9, 4, 20) avrà una vasta fortuna come motivo ornamentale e simbolico nel Medioevo e oltre.
Da un possibile *ἀμφισ- βάτης, cfr. παραι- βάτης "che incede (βαίνω) da ambo i lati", Frisk, Gr.Et.Wört. s. v. ἀμφισβητέω. È testimoniata anche la forma ἀμφίσ- μαινα, cfr. Hesych. s. v.
Alberto Cecon

Category Kinds of animals

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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