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Μύρτιλος (Myrtilos)
MIRTILO
Figlio di Ermes e di Fetusa (oppure di Climene), auriga di Enomao, per amore di Ippodamia tradì il suo padrone facendo vincere Pelope nella gara di carri a cui partecipavano i pretendenti della fanciulla (Apollod. Epit. 2, 6-7). Colpevole, poi, di aver cercato di usarle violenza, venne da Pelope gettato in mare, che per questo prese il nome di Mirtoo (Apollod. Epit. 2, 8).
Questo nome è un derivato di μύρτος, "mirto" (Chantraine, DELG, s. v. μύρτος).
Secondo Carnoy (DEMGR, s. v.), invece, significherebbe "il fangoso", derivando da una radice indoeuropea *mer; questa ipotesi è piuttosto immotivata, in quanto la radice significa "luminoso".

Marzari-Zufferli

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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