By name By transliteration By category By theme pdf Login
Español Français English Português Català Català


Μύρμηξ* (Myrmix)
MIRMICE
In una fonte latina tardiva, è una fanciulla dell'Attica, cara a Minerva per la sua castità e operosità. Avendo la dea inventato l'aratro, per rendere piú produttiva la cultura del frumento, la vergine si vantò di aver aggiunto all'attrezzo, che Minerva usava a mano, anche il manico (lat. stiva), e si vantò del fatto che il frutto di Cerere sarebbe stato un dono poco vantaggioso (infructuosum munus) senza la sua invenzione. Al che Minerva, adirata, la trasformò in formica, insetto dannoso che sempre va in cerca di frumento; Servius auct. ad Verg. Aen. 4, 402.
La stessa fonte cerca goffamente di collegare questa storia di metamorfosi con l'origine in Tessaglia dei Mirmidoni dalla trasformazione delle formiche in uomini, che non sembra aver alcun rapporto con la fanciulla ateniese. Si confronti invece Mirmidone.
Trascrizione in latino, con iotacismo, del nome greco della formica, μύρμηξ.
Il nome significa infatti "formica". Non è certa la radice indoeuropea da cui esso deriva: per confronto con altre lingue Chantraine (DELG, s. v. μύρμηξ) pone *morw-i, *mour-, *meur-.
Pokorny (Indog. Etym. Wört., p. 749) ritiene che appartenga alla famiglia della radice *morw-i, oscurata per tabù; μύρμηξ deriva allora da *morm-. Secondo Chantraine il vocalismo -ur- potrebbe essere una derivazione dalla sonante r piuttosto che un trattamento particolare di -or-.
Vale la pena di riportare una singolare interpretazione etimologica del nome latino: (Serv. auct. ibidem): "sane 'formica' dicta est ab eo, quod ore micas ferat".

Pellizer - Zufferli

Category Kinds of animals

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
Copyright : Pellizer-Zufferli-Marzari