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Νάρκισσος (Nàrkissos)
NARCISO
Giovane bellissimo, amato da un erastès di nome Aminia, che sfidò a uccidersi come suprema prova d'amore. In seguito, per intervento di Eros si innamorò di se stesso e ne morí, a Tespie in Beozia; sul luogo della sua morte spuntò dal suo sangue un fiore, che ricevette il suo nome (Conon Narr. 24, la versione piú antica della storia, I° sec. a.e.v.).
Ampia versione poetica con associazione alla ninfa Eco in Ovid. Met. 3, 339-510.
Secondo Frisk, Gr. Et. Wört. s. v. νάρκισσος, il rapporto già antico del fitonimo (Plutarco, Quaest. conv. 3, 1 647 b) con νάρκη, "torpore", legato al fatto che il narciso avrebbe un effetto calmante, non è da escludere; per Chantraine (DELG s. v.) si tratta di un'etimologia popolare.
Si tratta di un fitonimo pre-greco, non indoeuropeo, come osserva Beekes, Et.D.Greek p. 997.
Il suffisso -ισσος dimostra che si tratta di un prestito molto antico, e precisamente, secondo Carnoy (DEMGR), dal "pelasgico"; deriverebbe forse dall'indoeuropeo *(s)nerg, "raggrinzirsi, intristirsi, morire".
Ezio Pellizer

Category Names of heroes
Theme Eponymism
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Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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