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Μυρμηκολέων (Myrmekolèon)
MIRMECOLEONE
Animale ibrido, con la parte anteriore di leone e con quella posteriore di formica, prodotto della portentosa unione del felino e dell'insetto e che, nell'ereditare allo stesso tempo le abitudini alimentari dei suoi progenitori, non è né carnivoro né erbivoro, in modo che finisce per morire di inedia. Questa descrizione del Physiologus (cap. 20) è la piú celebre e la piú imitata nei bestiari medievali, benché in realtà sia basata sull'erronea traduzione dei Settanta di un passo di Giobbe (4, 11, 1), in cui il termine layish è tradotto in greco con μύρμηξ (cfr. Borges - Guerrero, pp. 157-158).

Sono molte le interpretazioni posteriori di tale ibrido, alcune delle quali basate su altri prodigi della natura: cosí, per esempio, Gustave Flaubert (1821-1880) dice che aveva l'apparato riproduttore posto a rovescio, caratteristica che in realtà è attribuita da Eliano alle formiche di Babilonia (Nat. anim. 17, 42).

Isidoro di Siviglia pretendeva di razionalizzare il mostro, spiegando che si chiama formica-leone (formicaleon) un piccolo animale inoffensivo per il resto degli animali - come le formiche - ma feroce e terribile per queste (Etym. 12, 3, 10). Oggi si indica comunemente con "formica-leone" un insetto dell'ordine dei Neurotteri in fase larvale, che scava nella sabbia una sorta di imbuto dal quale spia gli insetti - non solo formiche - e che, quando vi cadono, li afferra con le sue potenti mandibole. Dopo aver subito la metamorfosi, il formica-leone somiglia alla libellula.
Semplice composto di μύρμηξ, per la cui etimologia cfr. Mirmece, e di λέων, la cui denominazione latina è ugualmente un calco di composizione elementare: formicaleon.


Álvaro Ibáñez
Trad. Antonella Tatulli
Category Kinds of animals

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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