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Ἀδαμάστωρ (Adamàstor)
ADAMASTORE
Mostro gigantesco*, grande come il Colosso di Rodi, che appare a Vasco de Gama e alla flotta portoghese presso il Cabo Tormentòrio o Capo di Buona Speranza, predicendo sventure. Probabilmente inventato da Camões, Lusíadas 5, st. 41-51, su modelli classici.
Si definisce compagno di Encelado, Egeone e degli altri Giganti che lottarono contro gli dèi. Interrogato dal comandante, narra del proprio infelice amore per la sposa di Peleo, Tetide, che lo inganna con una parvenza di sé, per cui viene trasformato nella roccia del Capo Tormentòrio (Lus. st. 52-60).
Sembra quasi del tutto ignoto alla mitologia greca e latina, che conosce un gigante Damastor (Claudian. Gigant. 101-103), mentre un Adamasthor compare tra altri giganti solo in Sidon. Apollin. Carm. 15, 20 (sec. V- inizi VI d.e.v.).
Si tratta di un nomen agentis formato col suffisso -τωρ, dall'aggettivo verbale ἀδαμαστός, che significa "indomabile" "indomito", detto spesso di vergini che non conoscono rapporti con un uomo (da - privativo e δαμ-, δάμνημι, δαμάω).
Sembra costruito per analogia con Alàstor, Phobètor, e vorrebbe dire "che si mostra indomabile", "implacabile".
Si trova anche l'aggettivo ἀδαμάστωρ (v. l. ἀδαμάτωρ) in Pap. Mag. IV 2717, nel senso di "vergine", detto di Ecate.
Pavan - Pellizer

Category Names of gods
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Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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