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Θέμις (Themis)
TEMI
Figlia del Cielo e della Terra e sorella dei Titani, dea della legge e della giustizia eterna (Hesiod. Theog. 135; 901 ss.).
Il significato del nome invita ad evocare la radice *dhe-/dh- di τίθημι e a raffrontarla con l'avestico da-mi-, "creazione": si osserva la stessa differenza di vocalismo lungo o breve che c'è in θέ-σις di fronte a -dati-. Secondo Chantraine (DELG, s. v. θέμις) la flessione in -στ- omerica offre una grande difficoltà, che si è cercato di risolvere con diverse ipotesi. Fraenkel ("Glotta" 4, 1913, p. 22 ss.) pone un tema θεμι- che sarebbe primo termine di un composto, mentre il secondo sarebbe una radice στα- con vocalismo zero nei casi obliqui; ma si tratta di un'analisi giudicata da Chantraine un po' artificiale. Frisk (Gr. Et. Wört., s. v. θέμις) pensa che il tema θεμιστ- sia una innovazione introdotta al plurale e nella poesia dattilica o dove era metricamente comodo, ma ciò è contraddetto dai derivati micenei te-mi-ti-jo, -ti-ja, cosicché la flessione in -ιστ- sembra delle piú antiche. Ipotesi di Danielsson (Grammatische und Etymologische Studien, p. 51) ripresa e consolidata da Benveniste (Origines, p. 34; 81) è che si debba partire da un antico neutro *θέμι, -τος, trasferito poi ai neutri in -s. La struttura della parola sarebbe stata deformata da due nuovi adattamenti: il primo da una confusione dei temi θεμισ- e θεμιτ-, da cui il nominativo plurale omerico ed esiodeo θέμιστες il secondo da un passaggio al femminile in -ιδ-, che ha prodotto infine la flessione ordinaria θέμις, -ιδος.
Ilaria Sforza

Homerica

Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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