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Κόροιβος (Kòroibos)
COREBO
1. Eroe fondatore della citta di Tripodisco presso Megara, sposò Psamathe 2., argiva, figlia di Crotopo. Uccise un mostro femminile rapitore di bambini (Pausan. 1, 43, 7) chiamato Poine, mandato da Apollo per punire la morte del figlio suo e di Psamate, Linos, sbranato dai cani che custodivano il gregge di Crotopo (Callim. Aet. 1, Frr. 28-34 Massimilla; Conon. Narr. 19; Pausan. ibidem), per cui gli Argivi in un determinato mese uccidevano tutti i cani che avessero incontrato (cfr. Agias et Dercylus Argei, Fr. *8 Fowler, = Schol. ad Callim. Aet. 34 Massimilla).
2. Giovane e sfortunato eroe Frigio, figlio di Migdone, aspirava alla mano di Cassandra, e combatté come alleato dei Troiani; ignoto ai poemi omerici, si trova nella Ilias parva, dove viene ucciso da Diomede (o forse da Neottolemo) durante il furto del Palladio. Si trova anche citato in Eurip. Rhes. 539.
In Virgilio (Aen. 2, 401, 424) ha una parte importante, invece, come difensore di Cassandra fino all'estremo sacrificio, e viene ucciso da un certo Peneleos.
Si ritrova come personaggio persino nel melodramma Didone di Francesco Cavalli, Venezia 1641, dove viene ferito a morte da Neottolemo, ed è pianto dalla stessa Cassandra, innamorata di lui.

Inutili i tentativi di intendere questo nome associandolo a κόρος o κοῦρος, "fanciullo", ed anche con ἥβη, interpretandolo come analogo a ἔφηβος (Carnoy, DEMG s. v.).
Del tutto improponibile l'etimo del Room's Class. Dictionary, che evoca addirittura κόρος, "sazietà", e βοῦς "vitello, ox", e intende: "che si sazia di carne di bue" (!?!).
Si tratta di un aggettivo in -βος, spesso usato per aggettivi di senso negativo, che esprimono difetti o malattie (cfr. Chantraine, La Formation, pp. 261-262). La glossa di Hesych., 3649, κόροιβος· ἠλίθιος καὶ μωρός, parla di un aggettivo che significa "stupido", "cretino"; non a caso l'eroe Corebo divenne proverbiale per la sua stoltezza, cfr. CPG, Diogenian. Paroem. 5, 12: Ἠλιθιώτερος ... Κοροίβου͵ "piú stupido di Corebo". La prima parte, se collegabile a κόρος, "ragazzo", potrebbe significare "sprovveduto come un ragazzo, rimbambito".
B. Mader (apud Snell, Lex.fr.Epos, s. v., riporta un altro etimo, per lo meno curioso: si tratterebbe di una sonorizzazione da un'aspirata Κόρ-οιφος, collegato al tema comico di Margite, nel senso, ovviamente, di "Colui che fotte (οἰφέω) le fanciulle (o i fanciulli)"(!?!).
Ezio Pellizer

Category Names of heroes
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