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Πασιφάη (Pasifàe)
PASIFAE
1. Figlia di Elio e dell’oceanina Perseide, sorella di Circe e di Eeta, sposa di Minosse, al quale generò numerosi figli (Apollod., Bibl. 1, 9, 1; 3, 1, 2), fra i quali Deucalione, Arianna e di Fedra. Si invaghí di un toro bellissimo mandato da Poseidone e per unirsi con l'animale si nascose all'interno di una vacca di legno fabbricata da Dedalo (Bacchyl., Dith. fr. 26 Snell-Maehler). Dall'unione nacque il Minotauro, che "aveva sembianze umane fino ai piedi, ma di sopra aveva testa di toro" (Hes., Catal., fr. 145 Merkelbach-West), da alcuni chiamato Asterio o Asterione. Nei Cretesi di Euripide Pasifae rinfaccia a Minosse di avere provocato la maledizione di Poseidone per non avere immolato al dio il toro promesso (fr. iii, vv. 6-12 e v. 23 Diggle). Il mito ebbe ampia diffusione in età ellenistica (Apoll. Rhod. 3, 998-1001; Diod. Sic. 4, 60; Pausan. 3, 26, 1; 5, 25, 9; 8, 53, 4). Ne trattarono numerosi autori latini (Verg., Ecl. 6, 45-60; Ovid., Ars Amat. 1, 289-326) tra i quali Igino (Fab. 40), che accoglie la variante secondo cui fu Venere a indurre in Pasifae la passione per il toro.
Spiegazione razionalizzante in Plutarch. v. Thes., 19: Pasifae si sarebbe semplicemente unita a un uomo di nome Tauros.
2. A Talamai, in Laconia, una statua di Pasifae era posta accanto a quella di Elio nella parte esterna del tempio dedicato a Ino, dove si davano responsi onirocritici; Pausania considera P. una semplice epiclesi di Selene (3, 26, 1); secondo Plutarco (v. Agid. Cleom. 9, 2) si tratterebbe di un'altra Pasifae figlia di Atlante, che unitasi con Zeus avrebbe generato Ammone.
Composto di πάς, "tutto" (già myc., pa-te, pa-si, pa-si-te-o-i, KN Fp 1+31) e φάος, "luce", riconducibile a un tema φᾰϜ-, cfr. il sscr. bhā-ti- "luce" (Chantraine, DELG, s. v. φάε), significa "tutta splendente", senza dubbio in connessione con le sue origini solari (cfr. Usener, Götternamen, trad. it. 2008, pp. 100-101), o meglio "che splende per tutti", si pensi alla frequente sovrapposizione con Selene (cfr. l'omerico πασιμέλουσα, "che sta a cuore a tutti"). Coniato a partire dall’aggettivo παμφαής, epiteto di Elio (Hymn. Orph. 8, 14; cfr. Παμφάης in Pind., Nem. X, 49), di Artemide (Hymn. Orph. XXXVI, 3) e di Selene (Maxim. Astrol. perì Katarch. 146: πασιφαὴς ... πανδῖα Σελήνη).
Πασιφάεσσα e πασιφάη sono entrambi anche appellativi di Afrodite (cfr. Roscher, Myth. Lex. III 2 s. v. Pasiphaё, col. 1666).
Ilaria Sforza

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