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Πηνελόπεια, Πηνελόπη (Penelòpeia, Penelòpe)
PENELOPE
Figlia di Icario e Peribea 4., di stirpe spartana, moglie di Odisseo che la conquistò in una gara di corsa a piedi, madre di Telemaco; scelse di sua iniziativa di seguire l'eroe a Itaca, mentre il padre voleva che gli sposi rimanessero in Laconia (Pausan. 3, 20, 10). Ha un ruolo fondamentale all'inizio e alla fine dell'Odissea, passim.
In Hom. Od. 19, 535-558 è protagonista di uno dei piú celebri sogni dell'antichità, quello dell'aquila e delle oche.
Il nome deriva da πηνέλοψ, un uccello acquatico (cfr. D'Arcy-Thompson, A Glossary of Greek Birds, pp. 248-249), sorta di anitra variopinta, forse la Mandarine duck, Aix galericulata.
Come ricorda Chantraine (DELG, s. v. Πηνελόπεια) spesso nel greco antico i nomi di uccelli sono serviti a denominare le donne, e non è necessario pensare che si tratti di un'antica divinità che si manifestava in forma di uccello.
In Schol. ad Hom. Od. 1, 65, 27-38 (dove si cita Didimo) si sarebbe chiamata prima Ἀμειράκη o Ἀρνακία; quando fu gettata in mare da Nauplio (o dai suoi genitori, cfr. Schol. ad Lycophr. Alex. 792) poiché fu salvata da questi uccelli, prese il nome di Penelope.
Secondo von Kamptz (Homerische Personennamen, p. 70) potrebbe derivare dal verbo *ἐλόπτω, col significato dell'analogo ὀλόπτω, "strappare" e significherebbe "colei che stappa, rompe il filo (della tela)", ma ciò costringerebbe a pensare che il nome sia successivo al racconto mitico. Altre simili etimologie basate sul filo della sua celebre tela abbondano già nell'antichità, cfr. Schol. ad Hom. Od. 1, 65, 27-38, cit.

Pellizer - Zufferli

Category Female names
Homerica
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Università degli Studi di Trieste - Dipartimento di scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero"
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